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La guerra di Niantic alle app di localizzazione dei Pokémon

Andare in giro a scovare e catturare Pokémon è uno degli obiettivi principali del gioco, ma senza un supporto reale nel gioco ad indicare dove trovarli esattamente la cosa può diventare avvilente, quindi insieme al gioco iniziarono a nascere dei servizi che permettevano idealmente di trovare il luogo di “spawn” di un Pokémon utilizzando le informazioni raccolte tramite le segnalazioni di altri utenti, fino a quando alcuni sviluppatori non han deciso di provare ad ottenere le informazioni direttamente dai server di gioco.
PokeMeshScovato il metodo è iniziata una vera e propria guerra che vedeva da una parte Niantic, decisa a non semplificare troppo il gioco, intenta a cambiare le proprie API ed ottenere il ban dal PlayStore delle App, dall’altra gli sviluppatori dei vari PokeVision, PokeBliss, SmartPoke, PokéMesh intenti a trovare nuovi modi di aggirare gli update ai server di PokémonGO e soddisfare i propri utenti. Allo stato attuale, dopo i recenti aggiornamenti al gioco, alcuni sviluppatori han deciso di terminare lo sviluppo della propria app, altri han deciso di sospenderle in attesa di vedere se Niantic riuscirà con i prossimi aggiornamenti ad offrire un servizio di tracking dei Pokémon più user-friendly, mentre quelli di PokéMesh han deciso di proseguire continuando a distribuire la loro applicazione al di fuori degli store ufficiali.

 

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Sviluppatore web 28enne, con una passione per il PC Gaming iniziata nei primi anni 90 su un Commodore PC1 ed evolutasi man mano con la tecnologia a sua disposizione, oggi player di World of Warcraft e Diablo III con qualche scappatella su simulatori automobilistici
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